La descrizione delle problematiche risolvibili tramite un intervento di revisione al seno

Deflazione della protesi

Le protesi a soluzione salina possono avere delle perdite o rompersi portando il paziente ad una situazione dolorosa. Sebbene sia utile valutare e trattare questi pazienti con priorità un attenta approccio può essere preso in considerazione per alleviare ogni tipo di ansia. La maggior parte delle protesi utilizzate negli Stati Uniti ora sono dotate di una garanzia in cui il produttore si impegna a sostituire la protesi. Lo stesso vale per le protesi al silicone ad eccezione che per questo tipo di protesi non si può sapere nell’ immediato se hanno subito una rottura se non se ci si sottopone ad un intervento o ad un esame MRI che farà notare l’ esistenza reale dell’ eventuale deflazione e che quindi la protesi risulta difettosa. Il trattamento sarà semplice come rimuovere la protesi danneggiata e posizionarne una nuova della stessa taglia e tipologia a meno che non si decida di voler cambiarne anche le caratteristiche. Se si ha avuto una contrattura capsulare e il rivestimento fibroso copre la protesi , ci sono buone possibilità si possa migliorare anche l’ estetica del tuo seno. Se è passato un po’ di tempo dal tuo primo intervento è probabile che il tuo seno abbia subito delle modificazioni magari di peso o a causa di una gravidanza, se così fosse è probabile sia necessario sottoporsi ad una mastopessi in aggiunta per poter donare tonicità al seno e spostare i capezzoli più ad un livello più alto del tuo seno.

Si desidera cambiare protesi

Si desidera un seno di dimensioni più grandi

L’obbiettivo del primo intervento d’ inserimento protesi è quello di scegliere una protesi che si possa adattare alla struttura del proprio corpo e alle caratteristiche dei tessuti. Se si decide di avere un intervento di revisione al seno per aumentare la taglia delle protesi, è molto importante poter usufruire di tutte le informazioni in merito alle attuali protesi inserite così da poter decidere nel modo più intelligente possibile circa quanto desiderato. Questo intervento può presentarsi relativamente semplificato o potrebbe richiedere maggior quantità di tessuti al fine di poter creare una tasca chirurgica più grande per la nuova protesi. E’ importante considerare che più grande sarà la protesi che si andrà ad inserire maggiore sarà lo stress che dovranno sopportare i vari tessuti.

Si desidera un seno di dimensioni più piccole

Una modifica che viene richiesta dalle pazienti che hanno un protesi di grandi dimensioni è quella di diminuirla dopo il primo intervento. La scelta della protesi mammaria dovrebbe essere basata sulle richieste espresse dal cliente, un attenta analisi delle dimensioni del seno e del petto, a seconda delle caratteristiche dei tessuti, e una buona dose di buon senso. Se si decide di diminuire le dimensioni della protesi, non è così semplice come riposizionarne una nuova. La capsula che circonda la protesi potrebbe aver bisogno di essere di essere ridimensionata con suture interne ed il tessuto cutaneo potrebbe necessitare di un lifting.

Contrattura capsulare

Non si conoscono precisamente le cause che portano alla formazione di questo rivestimento fibroso che circonda la protesi fino alla sua compressione. Traumi o perdite di sangue attorno la protesi, un infezione o del seno o addirittura in altre parti del corpo o più semplicemente una causa idiopatica sono le motivazioni naturali per il quale si forma questo tessuto. Una volta formata la contrattura capsulare e diventa sintomatica il più delle volte è necessario ricorre ad un intervento chirurgico per ripararla. Altre modalità più tradizionali che si possono tentare includono un massaggio aggressivo, vitamina E, assunzione di farmaci inibitori delle prostaglandine e anche utilizzo di ultrasuoni terapeutici. Ci sono svariati report di successo,I trattamenti chirurgici possono implicare o la rimozione dell’ intera capsula (capsulectomia) o l’ apertura di questa tramite un incisione al suo interno (capsulectomia aperta).

Un altro tipo di intervento può implicare l’ inserimento di una nuova protesi in modo parziale in posizione retromuscolare al fine di diminuire l’ esposizione al tessuto mammario dove possono esserci batteri che causano la riformazione della capsula. La decisione su quale tipo di intervento possa essere il più adatto viene condizionata da molti fattori incluso il tipo di protesi, l’ età della paziente, i tessuti cutanei, ecc.

Errato posizionamento della protesi

La capsula che circonda la protesi idealmente permette un sufficiente spazio alla tasca chirurgica per una sensazione di morbidezza e naturalezza del seno ma se questa è troppo grande permetterà alla protesi di muoversi più in là di quanto desiderato causandone una posizione errata. Il trattamento ruota intorno ad una diagnosi adeguata al problema e quindi alla riparazione o con delle suture interne o con qualsiasi altra tecnica esterna possibile, similarmente ad una mastopessi. Inoltre ci sono tecniche più innovative che permettono l’ uso della capsula già esistente in maniera creativa al fine di poter sostenere la nuova posizione della protesi. Maggiori informazioni sono state pubblicate in merito all’ uso dell’ acellular dermal matrix che può essere consigliato dal chirurgo plastico come parte integrante dell’ intervento.

Deformità double – bubble

Questo può capitare quando si tenta di abbassare la piega inframmamaria con la prima mastoplastica. L’a spetto che ne risulterà è che la protesi che c’è all’ interno ed il seno del paziente sembreranno uno sopra l’ altro. Questo può capitare anche in pazienti in cui è stata inserita la protesi in posizione retromuscolare quando invece avrebbero dovuto sottopporsi anche ad una mastopessi. Il trattamento chirurgico più idoneo dipende dai casi. Il trattamento può coinvolgere l’ interno del muscolo, la riparazione della capsula ricostruita all’ interno o lo spostamento della protesi dalla posizione retromuscolare a retroghiadolare.

Problemi all’ involucro della protesi

Se la pelle che copre il seno è troppo fina si possono vedere la ruvidità della protesi attraverso la cu-te. Nella parte superiore del seno sono quasi sempre riferite alla trazione dei capezzoli e sono situazioni usuali in protesi inserite in maniera retroghiadolare. Il trattamento che si andrà ad eseguire punta sul fornire una copertura più spessa cosicché da poter essere meglio raggiunta tramite lo spostamento della protesi da una posizione retroghiadolare ad una parzialmente retromuscolare.

Un’altra alternativa può essere l’ utilizzo di un foglio di dermal matrix per allineare la tasca chirur-gica e fornire maggiore spessore. L’ aggiunta di grasso che fornisce una maggiore copertura è og-getto di ricerca ma non è ancora stato utilizzato nella chirurgia estetica. Il chirurgo plastico sarà in grado di rivedere tutte le varie opzioni insieme a te dopo gli esiti degli esami e aver revisionato la tua storia chirurgica.

Modifiche nel tessuto cutaneo del seno

Non è cosi atipico vedere nel seno delle pazienti alcuni cambiamenti anche dopo aver subito una mastoplastica additiva. Questo potrebbe essere il risultato di variazioni di peso, cambiamenti dovuti ad una gravidanza o per allattamento, o spostamenti o modifiche nella posizione della protesi. La correzione chirurgica parte con una valutazione e pianificazione estremamente attenta. L’intervento potrebbe voler dire cambiare protesi, modificare le capsule, cambiare la posizione delle protesi o sottoporsi ad un piccolo lifting per poter tendere la cute.