Categoria: Definizioni

Il significato dei termini più comuni della chirurgia plastica estetica

  • Lipectomia

    Asportazione chirurgica di tessuto adiposo dal sottocutaneo

  • Dermascheletro

    Il complesso delle strutture ossee, formate dello spessore del connettivo dermico, che costituiscono un robusto rivestimento corporeo nei Vertebrati. Per quanto il termine possa comprendere anche le strutture più articolate e meno clamorose, quali ad esempio le scaglie dei Pesci ossei e cartilaginei o le squame corazzate di alcuni Rettili, esso si riferisce specificamente a strutture di copertura più imponenti, quali il carapace dei Cheloni, i cingoli degli armadilli e i rivestimenti più o meno rigidi di Ittiopsidi viventi o estinti

  • Derma

    La porzione connettivale sottoepidermica della pelle, derivata da mesenchima che, almeno nelle parti dorsali e dorso-laterali del tronco, prende origine dal dermatomo di ogni somite. Nelle porzioni cefaliche il mesenchima del derma deriva dalle creste neurali che si formano a tale livello. Svolge funzioni di sostegno meccanico e trofico ed è popolato da caratteristiche cellule connettivali, per quanto la composizione cellulare possa variare a secondo del gruppo sistematico considerato. In generale se ne descrivono due componenti: una più superficiale a tessitura collagenica lassa, ricca di sostanza amorfa e con prevalenti funzioni trofiche; una più profonda, che svolge un ruolo essenzialmente meccanico e che pertanto presenta un’architettura molto ordinata nelle componenti extracellulari fibrillari

  • Cellula

    Unità morfologica e funzionale degli organismi animali e vegetali, delimitata esternamente da una membrana cellulare (o plasmalemma), che per altro si rinviene anche al suo interno a delimitare organuli o inclusi. Il termine cellula fu usato per la prima volta in riferimento alle celle componenti il tessuto xilematico e allo spazio da esse delimitato, sebbene questo comparto, nel caso specifico, non contenesse sostanza vivente. Nelle cellule viventi il comparto racchiuso dalla membrana cellulare è divisibile, negli organismi eucarioti, in due componenti principali: 1) il citoplasma, nella cui matrice sono contenuti gli organuli cellulari; 2) il nucleo, circondato da un involucro a doppia membrana (in quanto rappresentato da una cisterna appiattita) e contenente gli acidi nucleici (DNA e RNA), i quali dirigono la sintesi di tutte le proteine cellulari. Il DNA è inoltre in grado di autoreplicarsi e rappresenta dunque il substrato chimico dell’ereditarietà nucleare. Tale substrato, in cellule non impegnate in processi moltiplicativi, forma strutture discrete, osservabili al microscopio ottico, definite cromosomi. Gli organuli, che sono implicati in una grande varietà di funzioni, risultano delimitati rispetto alla matrice citoplasmatica da sistemi di membrana semplice (per esempio il reticolo endoplasmatico liscio, quello rugoso, i dittiosomi golgiani) o doppia (i mitocondri). Talvolta vengono definiti organuli strutture che sono in realtà da questi derivate, purché siano dotate di una certa autonomia funzionale: i corpi multivescicolari e i lisosomi che originano dai dittiosomi ne rappresentano un esempio. In altri casi il termine si estende a specializzazioni non dotate di membrana come i complessi microtubulari, specialmente se questi risultano associati a formare centrioli e blefaroplasti. Ancora microtubuli e microfilamenti relativamente spessi costituiscono il così detto citoscheletro, mentre microfilamenti più sottili formano un diffuso substrato contrattile intracitoplasmatico. Alla periferia cellulare si descrivono spesso strutture specializzate quali ciglia, flagelli, microvilli e stereociglia (o grossi microvilli) e, nel caso delle associazioni tissulari degli organismi animali, dispositivi di adesione. Vari sistemi enzimatici, associati a organuli o liberi nella matrice citoplasmatica, sono responsabili del controllo del metabolismo. Negli organismi procarioti la cellula ha una struttura più semplice, essendo priva di organuli chiaramente distinguibili e, in particolare, di un vero nucleo delimitato da un involucro nucleare. I Procarioti non possiedono il materiale ereditario organizzato in strutture complesse confrontabili con i cromosomi degli Eucarioti. Ogni cellula ha origine da un’unità preesistente, in genere in seguito a un tipo di divisione, detto mitosi, o a processi simili o analoghi (meiosi, amitosi); questi processi implicano in qualche modo la trasmissione del materiale nucleare agli elementi figli.

  • Acido ialuronico

    Principale glicosaminoglicano della sostanza fondamentale del tessuto connettivo. Le molecole di acido ialuronico sono polimeri quasi lineari di peso molecolare molto elevato (105-106 dalton), la cui unità ripetitiva è costituita da un residuo di N-acetilglucosamina unito con legame β-1,4-glicosidico a uno di acido d-glucuronico. Quest’ultimo è unito con legame β-1,3-glicosidico alla successiva unità disaccaridica. L’acido ialuronico è presente, associato a proteine, anche nel corpo vitreo dell’occhio, nel liquido sinoviale e nella cute. La sua demolizione è catalizzata dall’enzima ialuronidasi

  • Adipocita

    Adipocita

    Cellula adiposa

    L’adipocita o cellula adiposa, unità morfo-funzionale presente nel tessuto adiposo, è una cellula fissa del tessuto connettivo finalizzata alla sintesi, accumulo e rilascio dei lipidi.

    I lipidi vengono utilizzati come riserva di energia. L’adipocita deriva da una cellula mesenchimale. Accumula lipidi nel proprio citoplasma e formano una goccia lipidica. Ssi trovano lungo i vasi sanguigni, in piccoli gruppi nei connettivi formando la quasi totalità del tessuto adiposo.

    Le cellule adipose formano ammassi, divisi in lobuli da sepimenti connettivali in cui si trovano i vasi sanguigni.

  • Ptosi

    Abbassamento rispetto alla sede normale e abnorme mobilità di un organo causato dal rilasciamento della muscolatura e del tessuto connettivale del sistema di sostegno. Abbassamento della palpebra superiore. Può essere causato da paralisi del nervo oculomotore comune, o da debolezza del muscolo elevatore delle palpebre come nella miastenia grave.

  • Otoplastica

    Intervento di chirurgia plastica eseguito per riparare lesioni dell’orecchio esterno.