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Mamma & Single

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Un tempo era un’eccezione, ma oggi sono sempre più diffuse le famiglie monoparentali, formate in larga parte da una donna e i suoi figli. Alle loro spalle, tante storie diverse: un divorzio, un padre che non c’è mai stato o che è morto. Tutte condividono la fatica di affrontare un impegno doppio, che si aggiunge alla necessità di lavorare fuori casa. Perché essere madri single, a volte, significa non avere abbastanza soldi, tempo o energie. Ma il modo per affrontare quei problemi e quelle responsabilità che di solito si dividono in due, contrariamente a quanto si crede, c’è. Non mancano infatti alleati preziosi e strategie per tenere sotto controllo ansie e paure, rendendo più facile un compito così delicato e carico di tensione psicologica…

SENSO DI SCONFORTO

“La mia vita è più complicata rispetto a quella delle madri “normali”, e a volte ho paura di non farcela”.

Per superare le inevitabili difficoltà con animo sereno, cerca innanzitutto di non isolarti. Coinvolgi altre persone nell’organizzazione della tua giornata, e confida i tuoi dubbi agli amici. Perché riuscire a confrontarsi con qualcuno allevia il peso delle scelte quotidiane, permettendo, uno scambio di idee costruttivo, e cancellando il rischio di scaricare ingiustamente le proprie paure sui figli.

Se poi provi il bisogno di confrontarti con altre mamme che vivono nella tua stessa situazione, puoi metterti in contatto con l’associazione “Genitori Soli” (www.genitorisoli.it), nata per avvicinare coloro che soffrono dello stesso problema: la solitudine. Oltre a fornire assistenza psicologica, crea anche occasioni di incontro con i bambini, feste, scambio di giocattoli e vestiti.

“A causa del lavoro vedo poco i miei figli, e spesso mi rimprovero di non aver dato loro un papà”

Per compensare il tempo che passi lontano dai tuoi bambini, non cedere alla tentazione di esagerare con i regali: la merendina in più, la felpa firmata o le scarpe da tennis all’ultimo grido. In questa maniera trasmetti un messaggio sbagliato, per cui l’amore si misura in doni o, peggio ancora, in denaro. Al contrario, cerca di ritagliarti dei momenti tranquilli da trascorrere con loro. Più riuscirai a farlo, meglio starete tutti: i tuoi figli, perché ti sentiranno vicina, ma anche tu, perché il tuo senso di colpa diminuirà.

“Frequentare le famiglie tradizionali mi intimorisce, per questo preferisco stare solo con altre mamme single”

È un’opinione sbagliata, perché in realtà i bambini hanno bisogno di vedere situazioni differenti, per capire che ci sono tanti modi di vivere assieme, tutti degni di rispetto e considerazione. In questo modo è anche possibile confrontarsi sui temi dell’educazione e della loro crescita, costruendo una rete di sostegno nel caso si presentino delle emergenze. Si può inoltre fare tesoro di esempi a cui fare riferimento, in modo da affrontare i problemi dalla prospettiva giusta

“Mio figlio non chiede niente sulla storia della sua nascita: devo parlargliene io?”

È meglio di no. Ritrarsi di fronte a questioni che sembrano incomprensibili è un atteggiamento tipico della psiche infantile, e può continuare fino all’adolescenza. In questo caso bisogna rispettare il silenzio dei propri figli, senza annoiarli con spiegazioni non richieste, che evidentemente non sono pronti ad affrontare. D’altronde, quando il bisogno di sapere sarà più forte della paura, saranno loro a fare delle domande.

SPIEGAZIONI “DIFFICILI”

Quando sarà il momento, cosa devo raccontargli del loro papà?

Tutto, possibilmente in modo chiaro e sincero, senza nascondere o attutire verità dolorose. Perché parlare del padre ai propri figli è il dono migliore che una madre può fare. Meglio ancora se poi difende a oltranza la sua figura, visto che per i figli è necessario sapere di essere stati amati da lui. Ricorda però che in questo periodo dovrai fare uno sforzo in più, visto che loro tenderanno a idealizzare l’immagine del padre assente, vincente rispetto alla tua, che sei la mamma con cui discutono tutti i giorni. L’importante è però che tu non cominci a pensare di aver sbagliato qualcosa nel crescerli.