Appendicite

Si tratta dell’infiammazione dell’appendice vermiforme, un’escrescenza dell’intestino crasso, che si trova nella parte inferiore destra dell’addome. Oggi, L’ intervento chirurgico chirurgico è consigliato soprattutto per i casi di infiammazione acuta, che sono accompagnati da dolori acuti al basso ventre (talvolta estesi anche alla gamba e alla zona del rene), nausea o vomito. Nei casi più seri, l’infiammazione acuta può provocare formazione di pus nell’area circostante e causare la perforazione dell’intestino (peritonite).

Appendicite: la preparazione

A casa: è utile un esame del sangue, per un controllo del dosaggio dei leucociti (globuli bianchi): in caso di infiammazione è spesso superiore alla media. Una diagnosi certa dell’appendicite, però, avviene solo con la visita medica (spesso, il livello dei leucociti inganna perché rimane basso anche con un’infiammazione in corso). I casi di appendicite acuta non richiedono alcuna preparazione, perché vengono operati d’urgenza.

In ospedale: il ricovero, se programmato, avviene il giorno prima delL’ intervento chirurgico. In tutti i casi di appendicite acuta, si somministra un’unica dose di antibiotici per combattere eventuali infezioni batteriche. Sono necessari i controlli di routine pre-operatoria, per verificare che la persona sia in grado di assimilare e smaltire i farmaci che vengono utilizzati per l’anestesia generale. Quindi:

 

  • esame completo del sangue (per verificare la funzionalità degli organi vitali, come reni o fegato);
  • elettrocardiogramma (per accertarsi che non ci siano eventuali alterazioni a carico del cuore);
  • radiografia del torace, per controllare lo stato dell’apparato respiratorio e le dimensioni del cuore (oggi, nei casi di intervento d’urgenza, questo esame solo alle persone con più di 40 anni o che presentano fattori di rischio, per esempio ai fumatori).

 

Appendicite: l’ intervento chirurgico

Ci sono due tecniche per eseguire un’appendicectomia; in entrambe, L’ intervento chirurgico dura dai 15 ai 30 minuti, a meno che non si verifichino complicanze (per esempio, se c’è pus, è necessario un tempo più lungo per pulire la zona).

Tradizionale (minilaparotomia)

Si opera in anestesia generale, con una intubazione nella trachea (per somministrare gas anestetici e ossigeno) oppure iniettando farmaci per via endovenosa.

 

  • Il chirurgo pratica una piccola incisione di 3-5 centimetri nella parte destra del basso addome (nella cosiddetta fossa iliaca destra), attraverso la quale introduce gli strumenti chirurgici.
  • Lega l’arteria che irrora l’appendice, per interrompere l’afflusso di sangue; quindi, lega e recide l’appendice alla base, dove pratica poi una sutura (detta “a borsa di tabacco”), che ricopre il moncone rimasto.
  • L’incisione nell’addome viene suturata con alcuni punti.

 

Videolaparoscopia

Viene fatta con tecnica endoscopica (mininvasiva), che consente al chirurgo di operare senza aprire l’addome.

 

  • Dopo l’anestesia generale, il chirurgo pratica una prima incisione (di un centimetro) accanto all’ombelico, introduce un ago a punta retrattile (ago di Verress) e insuffla dell’anidride carbonica nella cavità addominale (in termini chirurgici, crea un “pneumoperitoneo”). Introduce, quindi, un tubo (trokar) che consente la visione dentro l’addome con una telecamera e, sotto vista, posiziona altri due tubetti in due piccole incisioni ai lati dell’addome. Gli strumenti chirurgici della laparoscopia sono più lunghi e sottili della norma, per poter essere infilati in minime aperture dei tessuti.
  • L’arteria dell’appendice viene poi legata (con vari metodi, per esempio con un uncino coagulatone o clips metalliche). L’appendice viene tenuta sollevata con una mini-pinza, tagliata e sfilata da uno dei buchi praticati sull’addome.

 

Appendicite: la convalescenza

 

  • Nel caso di intervento tradizionale: la persona può essere dimessa dall’ospedale dopo 48 ore (se c’è stata perforazione dell’intestino, invece, il ricovero può prolungarsi per una o più settimane). Un sondino naso-gastrico (attraverso naso ed esofago) può essere messo per le prime 24 ore, per drenare il contenuto dello stomaco. Di solito, ci si alza dal letto la sera stessa.
  • La laparatomia: offre maggiori vantaggi (minor trauma; la possibilità di esaminare – con la sonda -gli organi vicini all’appendice; un recupero quasi immediato della mobilità). Con L’ intervento chirurgico tradizionale, è necessario il digiuno per le prime 24-36 ore; dopo, si comincia con una dieta liquida che viene pian piano integrata. Con la video laparoscop ia, la persona può mangiare subito dopo L’ intervento chirurgico.
  • Si segue una cura con antibiotici (4-5 giorni) se c’è stata una perforazione o un’infiammazione molto diffusa.